Nina museo delle Arti Creative Tessili
Ph Beniamino Procaccini

L'Uomo ed il tessuto

 

La storia del Tessuto è antica quasi quanto la storia dell'Uomo: si ha testimonianza dell'esistenza e dell'utilizzo di tessuti già nell'Era Mesolitica (circa 4600-3200 a. C.) Nel corso dei secoli l'arte dell'intreccio di fibre si evolve dando risultati sempre più stupefacenti e definendo delle vere e proprie opere d'ingegno. Il tessuto è parte della nostra vita quotidiana e ci accompagna proteggendoci, descrivendoci, magari migliorandoci e certamente aiutandoci in qualunque contesto. E' da ricordare anche la sua importante valenza politica, la cosiddetta divisa che attraversa la storia, declinandola, o meglio, in modo assoluto, a Gandhi che ha fatto del tessere un modo di affermare un pensiero inconsueto di opposizione. La confezione di abiti diventa nei secoli una vera e propria forma d'arte, con l'aggiunta di ricami, pietre preziose, lavorazioni uniche e complesse. L'abito diviene segno di appartenenza ad un gruppo culturale, ad una determinata classe sociale o ancora ad una corporazione di lavoro. Ci distingue da altri e parla della vita di chi lo indossa.

 

Il Museo e la collezione

 

Il Museo NACT nasce per conservare e celebrare la storia di Civitella del Tronto: città regia, città nobiliare, città di frontiera, città dei grandi scambi culturali e commerciali. L'acronimo NACT sta a significare Nina, Arti Creative Tessili: Nina è il diminutivo di Gaetana Graziani Scesi a cui si deve il reperimento e la conservazioni di più di 300 dei pezzi oggi esposti; Arti Creative Tessili poiché non si sono raccolte semplici pezze di tessitura locale, ma veri e propri capolavori di moda internazionale, opere d'arte in tessuto, cucito e ricamo.

 

Oggi con oltre 700 pezzi, il Museo raccoglie una delle più grandi collezioni italiane di storia tessile e della moda, dalla fine del Settecento al secondo dopo guerra. Sono inoltre presenti tanti oggetti di uso comune o meno, tutti originali, ognuno con la sua storia: da stampi per stoffa secenteschi provenienti dal zona del sub continente indiano a spilloni in vetro di Murano, da confezioni per panettoni milanesi in cartone a valige sempre in cartone, da confezioni in vetro e ceramica per medicinali a macchine per cucire di ogni epoca, da una particolare macchina lavatrice della prima metà del secolo XX ad una carrozzina Giordani Anni Trenta.

 

Gli spazi espositivi

 

L'allestimento è incentrato, quasi nella sua totalità, sul “recupero”: si sono usati infatti materiali rinvenuti sia in loco che abbandonati, dando loro nuova vita, per un'attenzione all'ecososteniblità e perché, oggi più che in altre epoche storiche, sembra doveroso limitare gli sprechi e far rivivere ogni oggetto del passato, seppure con dovute modifiche. Discorso molto simile anche per i locali che si trovano al centro della città fortezza di Civitella del Tronto: sono stati restaurati, con interventi minimi, lasciando visibile la struttura originaria, gli ambienti trecenteschi che ospitavano il forno cittadino dai primi Ottocento collegandoli ad un'autorimessa realizzata nel Novecento a seguito di sventramento di un orto.

Associazione Culturale NINA onlus p.iva e c.f. 01954890677 Corso Mazzini 75, 64010 Civitella del Tronto (TE) Telefono 0861 1752097 Fax 0861 1752095

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