Il Museo e la collezione

Il Museo NINA nasce per conservare e celebrare la storia di Civitella del Tronto: città regia, città nobiliare, città di frontiera, città dei grandi scambi culturali e commerciali. Inizialmente si era scelto l'acronimo NACT che stava a significare Nina, Arti Creative Tessili: Nina è il diminutivo di Gaetana Graziani Scesi a cui si deve il reperimento e la conservazioni dei pezzi che hanno dato vita al Museo, Arti Creative Tessili  poiché non si sono raccolte semplici pezze di tessitura locale, ma veri e propri capolavori di moda internazionale, opere d'arte in tessuto, cucito e ricamo. Oggi, grazie a tante donazioni ricevute, il Museo espone più di 3000 pezzi, afferenti a tutte le Arti Decorative, per questo, dopo il nuovo allestimento da poco inaugurato, si è deciso di cambiare nome in "Museo NINA Civitella del Tronto"

 Il Museo raccoglie una delle più grandi collezioni italiane di storia tessile e della moda, dalla fine del Settecento al secondo dopo guerra. Sono inoltre presenti tanti oggetti di uso comune o meno, tutti originali, ognuno con la sua storia: da stampi per stoffa secenteschi provenienti dal zona del sub continente indiano a spilloni in vetro di Murano, da confezioni per panettoni milanesi in cartone a valige sempre in cartone, da confezioni in vetro e ceramica per medicinali a macchine per cucire di ogni epoca, da una particolare macchina lavatrice della prima metà del secolo XX ad una carrozzina Giordani Anni Trenta.

 La scorsa primavera per poter accogliere la mostra della Coperta del Re Ferdinando II di Borbone, il progetto di allestimento del Museo è stato rivisto dando così la possibilità a molti pezzi, donati negli ultimi anni e non ancora visibili, di entrare a far parte dell’esposizione.
In modo particolare vanno menzionati:
• un tappeto Ushak, Tuchia, XVI sec. in lana (154x114 cm) proveniente dal Palazzo del Kronprinz di Berlino, il tappeto ha un gemello oggi esposto al Museum fuer Islamische Kunst di Berlino;
• un manipolo in seta di San Leucio rosa appartenuto a Don Simone Franchi, corrispondente di Mons. Francesco Saverio Castiglioni, vescovo di Montalto e divenuto Papa Pio VII;
• un tronetto da salone in legno in foglia d’oro e intarsi in vetro decorato e dipinto, XVIII sec.;
• un piccolo angolo in ricordo di Nina (Gaetana Graziani), a cui il Museo è intitolato.  

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Gli spazi espositivi


 L'allestimento è incentrato, quasi nella sua totalità, sul “recupero”: si sono usati infatti materiali rinvenuti sia in loco che abbandonati, dando loro nuova vita, per un'attenzione all'ecososteniblità e perché, oggi più che in altre epoche storiche, sembra doveroso limitare gli sprechi e far rivivere ogni oggetto del passato, seppure con dovute modifiche. Discorso molto simile anche per i locali che si trovano al centro della città fortezza di Civitella del Tronto: sono stati restaurati, con interventi minimi, lasciando visibile la struttura originaria, gli ambienti trecenteschi che ospitavano il forno cittadino dai primi Ottocento collegandoli ad un'autorimessa realizzata nel Novecento a seguito di sventramento di un orto.


Civitella del Tronto, 15 giugno 2019

Memoria di Sant'Eliseo profeta
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L'Uomo ed il tessuto

 La storia del Tessuto è antica quasi quanto la storia dell'Uomo: si ha testimonianza dell'esistenza e dell'utilizzo di tessuti già nell'Era Mesolitica (circa 4600-3200 a. C.) Nel corso dei secoli l'arte dell'intreccio di fibre si evolve dando risultati sempre più stupefacenti e definendo delle vere e proprie opere d'ingegno. Il tessuto è parte della nostra vita quotidiana e ci accompagna proteggendoci, descrivendoci, magari migliorandoci e certamente aiutandoci in qualunque contesto. E' da ricordare anche la sua importante valenza politica, la cosiddetta divisa che attraversa la storia, declinandola, o meglio, in modo assoluto, a Gandhi che ha fatto del tessere un modo di affermare un pensiero inconsueto di opposizione. La confezione di abiti diventa nei secoli una vera e propria forma d'arte, con l'aggiunta di ricami, pietre preziose, lavorazioni uniche e complesse. L'abito diviene segno di appartenenza ad un gruppo culturale, ad una determinata classe sociale o ancora ad una corporazione di lavoro. 

Ci distingue da altri e parla della vita di chi lo indossa.



MUSEO NINA Civitella del Tronto

Associazione Culturale NINA onlus
corso G. Mazzini 75, 64010 Civitella del Tronto. C.F. e P.I. 01954890677